COSA VUOL DIRE STARE AL PASSO COI TEMPI?
Tra le innumerevoli difficoltà in cui un business può incorrere, oggigiorno prevale sicuramente la difficoltà nel mantenersi o posizionarsi “sulla cresta dell’onda”; la velocità dell’innovazione e del progresso tecnologico hanno dato un nuovo ritmo a tutto ciò che fa parte della nostra vita.
Nel bene e nel male, essi generano dei cambiamenti repentini ad una frequenza elevata.
Quindi, come fanno le aziende, in un contesto così rapido e dinamico, a non essere buttate fuori dal mercato? Come fanno a crescere e trarre vantaggio da questo continuo progredire?
Per prima cosa, stare al passo coi tempi vuol dire innovare a 360 gradi. Alberto Giua, professore della facoltà di economia dell’Università Carlo Cattaneo, dice: “l’innovazione non si concretizza e finisce con l’idea. Per creare valore essa deve trasformarsi in un vero e proprio processo aziendale in grado di coinvolgere tutta la struttura dell’impresa”.
Questo coinvolgimento di tutta la composizione aziendale deve essere generato con un affiancamento a quello che è lo sviluppo tecnologico, senza il quale molte di queste interconnessioni non sarebbero possibili.
Anche “no stop” vuol dire stare al passo coi tempi, essere in continuo cambiamento e miglioramento senza fermarsi mai.
Un errore noto in cui si rischia di cadere è fermarsi, fermarsi nel momento in cui si ha successo sul mercato pensando che possa essere duraturo.
Beh, non più; la velocità alla quale si muove il mercato può tagliarci fuori in ogni momento, per questo è strettamente necessario rimanere attenti a ciò che succede al di fuori del nostro business.
Questa costante analisi dell’ambiente esterno ci consente di “stare al passo” senza essere lasciati indietro, focalizzandoci sull’incessante ricerca di nuove tecnologie che devono essere introdotte per progredire.
Fino a che punto riusciremo a “stare al passo”? si raggiungerà una velocità tale da non essere più afferrabile?
Nel bene e nel male, essi generano dei cambiamenti repentini ad una frequenza elevata.
Quindi, come fanno le aziende, in un contesto così rapido e dinamico, a non essere buttate fuori dal mercato? Come fanno a crescere e trarre vantaggio da questo continuo progredire?
Per prima cosa, stare al passo coi tempi vuol dire innovare a 360 gradi. Alberto Giua, professore della facoltà di economia dell’Università Carlo Cattaneo, dice: “l’innovazione non si concretizza e finisce con l’idea. Per creare valore essa deve trasformarsi in un vero e proprio processo aziendale in grado di coinvolgere tutta la struttura dell’impresa”.
Questo coinvolgimento di tutta la composizione aziendale deve essere generato con un affiancamento a quello che è lo sviluppo tecnologico, senza il quale molte di queste interconnessioni non sarebbero possibili.
Anche “no stop” vuol dire stare al passo coi tempi, essere in continuo cambiamento e miglioramento senza fermarsi mai.
Un errore noto in cui si rischia di cadere è fermarsi, fermarsi nel momento in cui si ha successo sul mercato pensando che possa essere duraturo.
Beh, non più; la velocità alla quale si muove il mercato può tagliarci fuori in ogni momento, per questo è strettamente necessario rimanere attenti a ciò che succede al di fuori del nostro business.
Questa costante analisi dell’ambiente esterno ci consente di “stare al passo” senza essere lasciati indietro, focalizzandoci sull’incessante ricerca di nuove tecnologie che devono essere introdotte per progredire.
Fino a che punto riusciremo a “stare al passo”? si raggiungerà una velocità tale da non essere più afferrabile?


